In due frasi, un candidato
Due frasi mi sono capitate (nelle orecchie, davanti agli occhi) in occasione della visita alla mostra su Fabrizio De André a Genova. Giungono in un momento di mia riflessione personale che dura da tempo e riescono a spiegare in maniera completa (questa è la forza della poesia espressa in musica) i motivi per cui mi candido alle prossime elezioni nel mio comune.
La prima frase è “(il bambino) guarda il muro e si guarda le mani” mi è arrivata – come dono e benedizione insieme - dal mio amico Mario che mi ha fatto ascoltare “Le storie di ieri” di Francesco De Gregori durante la lunga coda per entrare a Palazzo Ducale. Il testo parla di De Gregori quando era bambino e si conclude con la seguente strofa:
“E anche adesso è rimasta una scritta nera
sopra il muro davanti a casa mia
dice che il movimento vincerà
i nuovi capi hanno facce serene
e cravatte intonate alla camicia.
Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire aquiloni
si è seduto tra i ricordi vicini, rumori lontani,
guarda il muro e si guarda le mani”
In un mondo che si riempie di scritte nere e cravatte intonate alla camicia, di odio e di incomprensione, di ricerca di omogeneità e di sospetto, mi guardo le mani - benché non siano più quelle di un bambino ma quelle di un uomo - chiedendo a me stesso che cosa posso fare per opporsi al clima di paura ed affermare valori di giustizia sociale e solidarietà in cui credo. E la risposta sta nella partecipazione, nel guardare le mie mani e affermare che le posso usare per costruire un mondo migliore.
La seconda frase, letta su una parete della mostra, è “Cantavo quelli che coltivano la propria diversità con dignità e coraggio”.
Con essa Fabrizio De André spiega il significato di “Anime Salve”, album del 1996, e io la voglio usare per riaffermare che tutti gli uomini sono uguali, ciascuno con e nella propria diversità, e che ognuno parte dal suo vissuto e può contribuire alla formazione del mirabile mosaico umano. Un vecchio proverbio del Madagascar dice che tutti quelli che vivono sotto il cielo sono tessuti insieme come in un grande tappeto. Un tappeto fatto di diversità, peculiarità, impegno, dialogo e mani che lavorano.
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Abito a Cologno Monzese da quando sono nato. Dal 1971 al 1999 ho abitato in via Papa Giovanni XXIII. Dal 2000 vivo al Bettolino Freddo con la mia famiglia.
Mi candido nelle lista di “Sinistra per Cologno Monzese” che sostiene l’attuale sindaco Soldano nella sua ricandidatura per le prossime elezioni comunali. L’attuale sindaco ha fatto tanto - sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista dei principi fondamentali del vivere politico - ed ha aiutato Cologno Monzese a percepirsi come una comunità coesa e capace di esprimere valori sociali e morali.
Riporto qui due eventi significativi, testimonianze dell’attenzione umana e dell’operare politico del sindaco e della sua giunta: la visita a Cologno Monzese del Dalai Lama in data 8 dicembre 2007 e conferimento a Sua Santità della cittadinanza onoraria in un momento in cui in Italia nessuno lo voleva ricevere. Un piccolo gesto di una grande forza morale. E, secondo, più recente e ultimo ma non meno importante evento, l’aver guidato la battaglia di 144 comuni lombardi contro la privatizzazione dell’acqua.
Resta molto da fare ma sono convinto che con l’attuale sindaco si possa dialogare in maniera costruttiva per cercare le soluzioni ai problemi che ci sono nella nostra città.
Dal punto di vista di far crescere il bene comune per valorizzare il territorio della città in cui viviamo.
Dal punto di vista di difesa dei più deboli: gli immigrati (ancora troppo poco integrati nel tessuto sociale); le persone che hanno perso o perderanno posti di lavoro; chiunque si trovi ad essere in difficoltà. Sono convinto che in tempi duri come questi si debba partecipare tutti con grande cuore e solidarietà perché nessuno resti indietro.
Il mio impegno personale sarà dedicato a:
- Integrazione del quartiere del Bettolino con la restante parte della città anche grazie al progetto di copertura della tangenziale che aprirà un canale più ampio dell’attuale “ponte-strettoia” sul fiume di macchine;
- Trasparenza e coerenza politica e sociale nelle decisioni della giunta;
- Difesa della cosa pubblica da chi se ne vuole appropriare per proprio tornaconto
Inoltre, come scenario di riferimento, perseguirò la serie di punti elencati qui sotto che sono la “rielaborazione personale” dei punti programmatici del movimento politico in cui ho deciso di presentarmi: acqua pubblica, espansione del verde urbano, ampliamento della Biblioteca Comunale e delle attività ad essa connesse, integrazione di tutte le espressioni umane nel tessuto sociale, piano di trasporti pubblici con mezzi non inquinanti e linee per collegare il centro alla periferie, obiettivo Rifiuti Zero, efficienza energetica degli edifici, sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, incentivo alle produzioni locali.
“Il bambino guarda il muro e si guarda le mani” e intanto spera che con l’opera delle sue mani possa costruire la pace.

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